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martedì 6 novembre 2012

CORTE COSTITUZIONALE - PROVINCE, BIOLCHINI (UDC): “LA CORTE HA DECISO DI NON DECIDERE”


Milano, 6 novembre 2012 – “Ponzio Pilato docet. I membri della Corte Costituzionale hanno avuto paura di esprimersi sul ricorso presentato da otto regioni, tra cui la Lombardia, contro alcuni provvedimenti riguardanti le Province inserite nel decreto Salva Italia dello scorso 7 di agosto”. Così dichiara Roberto Biolchini, Consigliere Provinciale dell’Udc, in merito al mancato pronunciamento della Corte Costituzionale.
“Il decreto legge Salva Italia del Governo Monti – spiega Biolchini – ha un vizio di incostituzionalità per due motivi fondamentali: da un lato, ha modificato il sistema elettorale delle Province riducendole a enti di secondo livello e in questo modo i cittadini non eleggeranno più direttamente presidente e consiglieri, dall’altro lato, ha svuotato le loro competenze anziché riordinarle e attualizzarle.
Il voto diretto permette di responsabilizzare chi è eletto dai cittadini e dunque è chiamato a rispondere dei propri atti, ottenendo quella autorevolezza necessaria a un ente per amministrare il territorio. Non si tratta di difendere la “casta” dei politici, ma di opporsi a un provvedimento che impedirà ai cittadini di eleggere direttamente i propri rappresentanti e i presidenti chiamati a guidare Province e Città Metropolitane. Inoltre, non è utile fare della demagogia e confondere i cosiddetti costi della politica, i cui privilegi devono essere giustamente eliminati, con i costi necessari al funzionamento delle nostre istituzioni. Le Province devono essere aggiornate e migliorate, rese meno burocratiche e più snelle, economiche e funzionali, ma dubito che la strada avviata porti a reali benefici.
Il Presidente Podestà e i parlamentari lombardi - è l’appello lanciato da Biolchini - si rimbocchino le maniche. Restano solo sessanta giorni per modificare il decreto in Parlamento: è questo il momento di agire e di formulare una controproposta che possa modificarlo.
Inoltre – conclude il centrista – la Città Metropolitana descritta nel decreto Salva Italia non sia solo l’inutile cambio di un’etichetta, bensì l’occasione per una svolta epocale che possa tramutarsi in una forma di governo di area vasta vantaggiosa al territorio. A oggi, trattandosi di un contenitore vuoto, nessuno può sapere cosa sarà esattamente la Città Metropolitana di Milano. Alcuni aggiustamenti potranno essere apportati con la definizione dello statuto metropolitano che ne determinerà il funzionamento e l’organizzazione, ma non ci si faccia trovare impreparati perché la stesura dello statuto dovrà essere ultimata entro il 31 ottobre 2013”.


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