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lunedì 29 settembre 2014

IO VOGLIO L'ISTITUZIONE DEL REATO DI OMICIDIO STRADALE!



IO VOGLIO che le pene siano inasprite per chi guida in stato di alterazione da alcol e droga rendendosi responsabile di un incidente mortale o di lesioni gravi e sia introdotto il reato di OMICIDIO STRADALE. 
L'obiettivo è di ridurre gli incidenti mortali (o comunque con gravi conseguenze), dovuti alla guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti.




Cambiare la legge non significa meramente inasprire le pene, ma rendere più consapevoli le persone della gravità dei propri comportamenti. Le modifiche proposte da vari comitati e associazioni servono a sollevare attenzione e responsabilità nel momento in cui ci si mette alla guida di un veicolo in stato di alterazione. In altri termini significa fare prevenzione.



Attualmente, per un borseggiatore colto in flagranza a rubare 100 € è previsto il carcere prima del processo. Chi uccide con un auto o una moto essendo ubriaco o drogato in carcere non ci va mai: né prima né dopo il processo.



Ad oggi nei casi descritti, scatta l’omicidio colposo, con pene da 2 a 10 anni di carcere, ossia molto meno severe rispetto a quelle richieste con l'introduzione del reato di OMICIDIO STRADALE, che si avvicina a quello volontario, con pene che vanno da 8 a 18 anni.


Inoltre se dovesse essere realizzata la riforma, sarà istituzionalizzato anche l’ERGASTOLO DELLA PATENTE: chi causerà sinistri gravissimi in stato alterato non potrà mai più guidare né un’auto né altri veicoli. Si parla di reato di omicidio stradale dal lontano 2004, è quindi giunto il momento per trasformare le parole in fatti.


mercoledì 24 settembre 2014

CONCAS: CHIESTA LA CONDANNA A 3 ANNI

Corriere della Sera - 23 settembre 2014
Al processo con rito abbreviato, che prevede lo sconto di 1/3 della pena, è stata chiesta la condanna dai pubblici ministeri di Monza Giulia Rizzo e Salvatore Bellomo...




CITTÀ DI PIOLTELLO: ESERCITAZIONE

Nell'ambito dei festeggiamenti per il 40° di fondazione della Croce Verde Pioltello, sarà messa alla prova la macchina del soccorso con la collaborazione di tutte le risorse del territorio. Nell'occasione sarà anche possibile visitare la sede operativa della Croce Verde...



lunedì 22 settembre 2014

sabato 20 settembre 2014

IMMIGRAZIONE: PER NON DIMENTICARE.


Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912. Quando eravamo noi a viaggiare su carrette della speranza...

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali». La relazione così prosegue: «Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione».

Ad perpetuam rei memoriam....

domenica 7 settembre 2014

ITALIA E... ITALIETTE



"È un Paese così diviso, l'Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all'interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo, perdio! Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali. Alla propria carrieruccia, alla propria gloriuccia, alla propria popolarità di periferia. Pei propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono, si accusano, si sputtanano." 

Oriana Fallaci