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martedì 30 dicembre 2014

ARGILIO GIACOMAZZI: CAPITANO ULTIMO



Oggi gli eroi sono coloro che compiono, "semplicemente", il loro dovere...


MASSIMO GRAMELLINI

Scrivo queste righe per tacitare la parte di me stesso che considera il comandante del traghetto in fiamme Argilio Giacomazzi un eroe. Nel leggere le parole che egli ha pronunciato al culmine della tragedia («Non sto molto bene, ma sarò l’ultimo a mettere i piedi fuori di qui») ci siamo commossi un po’ tutti. E la commozione ha ceduto il passo all’ammirazione quando, facendo seguire i gesti alle parole, il comandante ha abbandonato la nave soltanto dopo avere coordinato i soccorsi. Eppure non ha fatto nulla di straordinario. Come nulla di straordinario fanno i funzionari pubblici che rifiutano una mazzetta e in genere le tantissime persone che compiono ogni giorno il proprio dovere senza lasciarsi peggiorare dall’abitudine e dalla paura. 

L’avere trasformato la normalità in comportamento eroico è il frutto di una società dello spettacolo che si nutre di cattivi esempi, e se talvolta ne sbandiera di buoni non è per slancio etico ma per la necessità di variare la trama. Depurata dall’enfasi retorica, la condotta coerente di Giacomazzi nell’emergenza è un inno al lavoro ben fatto. Chi ha una responsabilità non scappa. Non si tratta di una scelta epica, ma di una prassi umana che l’esistenza di tanti capitan Tremarella, non soltanto a bordo della Concordia, ha ammantato di una vena simbolica sproporzionata alle circostanze. Gli eroi sono coloro che fanno qualcosa che non sarebbero tenuti a fare. Mentre il comandante che comanda fa esattamente ciò per cui è stato scelto. Non è dunque un eroe, ma qualcuno di più socialmente utile perché più facilmente imitabile. Un uomo.

BUON NATALE!



O Gesù,
che ti sei fatto Bambino
per venire a cercare
e chiamare per nome
ciascuno di noi,
tu che vieni ogni giorno
e che vieni a noi in questa notte,
donaci di aprirti il nostro cuore.

Noi vogliamo consegnarti la nostra vita,
il racconto della nostra storia personale,
perché tu lo illumini,
perché tu ci scopra
il senso ultimo di ogni sofferenza,
dolore, pianto, oscurità.

Fa' che la luce della tua notte
illumini e riscaldi i nostri cuori,
donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe,
dona pace alle nostre case,
alle nostre famiglie,
alla nostra società!

Fa' che essa ti accolga
e gioisca di te e del tuo amore.

(Carlo Maria Martini - S. Messa della notte di Natale  - Duomo di Milano - 24.12.1995)

La tregua di Natale - 25 dicembre 1914


ll 25 dicembre 1914, primo Natale della Grande guerra, accadde qualcosa di assolutamente speciale a interrompere brevemente la tremenda quotidianità di quell'orrendo conflitto. Sul fronte occidentale, soldati delle trincee nemiche tedesche e britanniche smisero di spararsi addosso e stabilirono una breve tregua, venendosi reciprocamente incontro nella cosiddetta "terra di nessuno" tra le due trincee. Ciascuno poté seppellire i propri morti rimasti in quella zona. Poi disputarono perfino una partita di calcio.

Nell'occasione del centenario della Grande guerra, una famosa catena di supermercati inglese, in collaborazione con la Legione reale britannica, ha girato questo spot che commemora l'evento, donando all'Esercito i proventi delle vendite della barra di cioccolato che si vede nello spot.

giovedì 11 dicembre 2014

NICHOLAS WINTON: SALVÒ 669 BAMBINI EBREI DALLO STERMINIO NAZISTA - LE NOTIZIE CHE VOGLIO RICEVERE



Nicholas Winton organizzò un’operazione di salvataggio che mise in salvo le vite di 669 bimbi ebrei Cecoslovacchi dai campi di concentramento, trasferendoli al sicuro in Inghilterra negli anni 1938-1939.

Dopo la fine della guerra, i suoi sforzi rimasero sconosciuti fino a che nel 1988 la moglie trovò un quaderno del 1939 con la lista completa di nomi e foto dei bambini.

Questo è un estratto del video che ha ripreso Nicholas Winton inconsapevolmente seduto tra quegli stessi ebrei che aveva salvato 50 anni prima.



lunedì 8 dicembre 2014

ROMA, LE SBARRE AL CAMPIDOGLIO... E NON SOLO




La ninna nanna de la guerra - Trilussa (1914... 2014)





Le sbarre al Campidoglio

"Dice er procuratore soddisfatto:
"Vedrete che je leveremo er vizzio.
Per adesso er primo passo è fatto
e questo non è artro che l’inizio"

Oddio me sembra de diventà matto,
pure Roma mo sta ner precipizio.
Nun se tratta de quarche mentecatto
qui tutti, o quasi, hanno d’annà a giudizio.

E aumenteranno da mattina a sera,
sarà proprio così: "Ndo' cojo cojo"

Io propongo de fa’ in questa maniera:
"Se l’inchiesta va liscia come l’ojo
invece de portà tutti in galera
convie’ mette le sbarre ar Campidojio!"

                                       Gigi Proietti


lunedì 1 dicembre 2014

ROSA PARKS, PALADINA DEI DIRITTI CIVILI - RAI STORIA



A Montgomery, in Alabama, l’afroamericana Rosa Parks si rifiuta di cedere il posto sull'autobus ad un uomo bianco. Rosa e’ arrestata e condannata per aver violato le leggi di segregazione razziale della città. Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura ben 381 giorni. La protesta, guidata da Martin Luther King, porta la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus. Rosa Parks e’ considerata la madre del movimento dei diritti civili americani. Nella sua biografia scriverà:[…] Molti dissero che quel giorno non mi alzai perchè ero stanca. Ma non è vero. Ero invece stanca di cedere.

domenica 23 novembre 2014

VICENDA MARÒ: UNA VERGOGNA ITALIANA


Ingenui e deboli nei comportamenti verso l’India.

1000, o meglio 1011, sono i giorni di detenzione dei due Marò Italiani: Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, accusati di omicidio, tentato omicidio, danni e associazione a delinquere a seguito di quanto avvenuto a bordo dell'Enrica Lexie il 15 febbraio 2012. Mille giorni che hanno visto il susseguirsi di tre differenti governi, di cinque differenti ministri degli esteri tutti accomunati dall'incapacità di gestire e trovare una soluzione efficace ad una vicenda giudiziaria, etica e soprattutto umana che tutt'oggi pare essere lontana dal volgere ad una conclusione. Tre governi e tre strategie perseguite in quasi tre anni.

Esprimo la mia solidarietà alle famiglie Girone e La Torre.

Spero che questo Paese ritrovi al più presto la dignità e l’orgoglio di essere italiani. A cosa sono dovuti questi continui ritardi che bloccano la procedura per l'arbitrato internazionale? La Torre è rientrato in Italia a seguito di un'ischemia con un permesso di 4 mesi, solo questo sarebbe il periodo di convalescenza concesso dalla Corte Suprema al termine del quale il fuciliere dovrebbe ritornare in India.

Cosa aspetta Renzi e il nostro governo tutto a riportare definitivamente a casa i due marò detenuti illegalmente e ingiustamente?

Sono 1011 giorni di vergogna.

mercoledì 12 novembre 2014

I CADUTI DI NASSIRIYA: PER NON DIMENTICARE.



I militari italiani partecipanti alla missione militare in Iraq “Operazione Antica Babilonia“, seguita alla seconda guerra del Golfo, sono stati oggetto di alcuni attentati e agguati, che hanno provocato un totale di circa 50 vittime (di cui 25 italiani).

Nasiriyya (spesso indicata come Nassiriya dalla stampa italiana) è una città irachena, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar, sede di importanti giacimenti petroliferi.


Attentato del 12 novembre 2003

Il 12 novembre 2003 avviene il primo grave attentato di Nassiriya. Alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando l’esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il Carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riesce ad uccidere i due attentatori suicidi, tant’è che il camion non esplode all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nasiriyya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.
Il Comando dell’Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a 7 chilometri da Nasiriyya, in una base denominata “White Horse”, distante circa 4 chilometri dal Comando USA di Tallil. Il Reggimento MSU/IRAQ, composto da personale dei Carabinieri Italiani e dalla Polizia Militare Romena (a cui poi si aggiungeranno, a fine Novembre 2003 120 uomini della Guardia Nazionale Portoghese), era diviso su due postazioni: la base “Maestrale” e la “Libeccio”, entrambe poste al centro dell’abitato di Nasiriyya. Presso la base “Maestrale” (nota anche con il termine “Animal House”), che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio, ove era acquartierata l’Unità di Manovra. Presso la “Libeccio” aveva sede, sia il Battaglione MSU che, il Comando del Reggimento MSU/IRAQ.] L’attentato avvenne alle ore 10,40 del 12 novembre 2003 alla base “Maestrale”. L’altra sede, “Libeccio”, distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch’essa dall’esplosione. Era infatti intendimento dei Carabinieri, contrariamente alla scelta dell’Esercito di stabilirsi lontano per avere una maggiore cornice di sicurezza, posizionarsi nell’abitato per un maggior contatto con la popolazione. Due mesi dopo l’attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base “Libeccio”, trasferendosi alla base di “Camp Mittica” nell’ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nasiriyya.


L’attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:

I carabinieri
Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horacio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vice brigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
i militari dell’esercito
Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Pietro Petrucci, caporal maggiore

I civili
Marco Beci, cooperatore internazionale
Stefano Rolla, regista


Nell’azione sono rimaste ferite altre persone:

I carabinieri
tenente Riccardo Ponzone,
maresciallo A.s. UPS Vittorio De Rasis,
maresciallo Ca. Maurizio Lucchesi,
maresciallo O. Antonio Lombardo,
maresciallo Marilena Iacobini,
maresciallo Riccardo Saccottelli,
brigadiere Maurizio Bissoli,
brigadiere Cosimo Visconti,
vicebrigadiere Paolo Di Giovanni,
vicebrigadiere Fabio Fedeli,
vicebrigadiere Roberto Gigli,
vicebrigadiere Pietro Livieri,
appuntato scelto Antonio Altavilla,
appuntato scelto Marco Pinna,
appuntato scelto Roberto Ramazzotti,
appuntato Ivan Buia,
appuntato Agostino Buono,
carabiniere scelto Mario Alberto Calderone,
carabiniere scelto Matteo Stefanelli

I civili
Aureliano Amadei, aiuto regista di Stefano Rolla.

In tutto i feriti nell’azione terroristica sono stati 58.


domenica 9 novembre 2014

25° ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO


Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer, ufficialmente chiamato antifaschistischer Schutzwall, Barriera di protezione antifascista[1][2][3][4][5]) era un sistema di fortificazioni fatto costruire dal governo della Germania Est (Repubblica democratica) per impedire la libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest (e quindi la Germania Ovest di cui de facto faceva parte) e il territorio della Germania Est. È stato considerato il simbolo della cortina di ferro, linea di confine europea tra la zona d'influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.
Il muro divise in due la città di Berlino per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale decretò l'apertura delle frontiere con la repubblica federale. Già l'Ungheria aveva aperto le proprie frontiere con l'Austria il 23 agosto 1989, dando così la possibilità di espatriare in occidente ai tedeschi dall'Est che in quel momento si trovavano in vacanza in altri paesi dell'Europa orientale.[6]
Tra Berlino Ovest e Berlino Est la frontiera era fortificata da due muri paralleli di cemento armato, separati da una cosiddetta "striscia della morte" larga alcune decine di metri. Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali,[7]furono uccise dalla polizia di frontiera della DDR almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Alcuni studiosi sostengono che furono più di 200 le persone uccise mentre cercavano di raggiungere Berlino Ovest o catturate ed in seguito assassinate.[8][9]
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall'altro lato in un'atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono demolite e portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell'equipaggiamento industriale per abbattere quasi tutto quello che era rimasto. Ancora oggi c'è un grande commercio dei piccoli frammenti; il prezzo può variare a seconda della grandezza di questi.
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

martedì 4 novembre 2014

4 Novembre: Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Per non dimenticare...


Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio firmato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico.
Il Gen. Armando Diaz, comandante in capo delle Forze Armate italiane, nel bollettino della Vittoria annunciava agli italiani “La guerra contro l'Austria-Ungheria che l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta(…)
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza(…)”.
Trento e Trieste erano ricongiunte all’Italia: Cesare Battisti, Fabio Filzi, Nazario Sauro vedevano compiuto il sogno loro e delle popolazioni italiane delle terre “irredente”.
L’unificazione territoriale, politica e istituzionale dell’Italia era stata interamente realizzata.
Il prezzo pagato era stato altissimo: oltre 4 milioni di soldati mobilitati di cui 250.000 giovani appena diciottenni, 600.000 morti e 1.500.000 feriti, 400.000 civili che avevano abbandonato le proprie case sulla linea del fronte.
Furono i combattenti ed i reduci che con il sostegno delle comunità locali avviarono il culto della memoria dei commilitoni caduti con la costruzione dei primi monumenti e l’apposizione di lapidi commemorative.
Il 4 novembre, nei giorni dedicati alle onoranze funebri in Italia come in tutta Europa, diventò così il giorno della commemorazione, della riconoscenza per il sacrificio dei propri figli, del popolo in armi che nel 1919 ricevette un riconoscimento politico con l’introduzione del suffragio universale maschile.
Dal 26 ottobre al 4 novembre 1921, l’intera Nazione accompagnò il treno che trasportava la salma del milite ignoto da Aquileia a Roma per essere tumulata all’altare della Patria, al Vittoriano, il monumento funebre di Vittorio Emanuele II, che da allora diventò l’epicentro delle solennità nazionali.
Nel 1922, il 4 novembre venne proclamata solennità civile con la denominazione di Anniversario della Vittoria. Il fascismo stava trasformando la commemorazione dell’immane tragedia nella celebrazione della potenza militare.
È nel 1949, che riassume il suo significato originario e la ricorrenza viene confermata nel calendario civile con la denominazione di Festa dell’Unità Nazionale. La Repubblica si fondava sulla memoria del Risorgimento e sull’idea della Grande Guerra come fattore ulteriore del processo di unificazione nazionale.
Il Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi restituisce al patriottismo repubblicano l’orgoglio dei suoi simboli, la bandiera, l’inno, le solennità civili e ricongiunge la Festa dell’Unità Nazionale alla Giornata delle Forze Armate, collegandosi idealmente alla consegna da parte del Re Carlo Alberto della bandiera tricolore all’Esercito degli italiani, nella prima guerra d’indipendenza del 1848. 
Un legame, quello tra la Nazione e le Forze Armate, sancito nella Costituzione Repubblicana che, nel titolo IV Rapporti politici, all’art. 52 recita “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici. L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”.
Il 4 novembre è allora il giorno della commemorazione dei caduti di tutte le guerre, del ringraziamento ai militari in servizio, in Italia e nelle missioni internazionali all’estero, di Festa per l’Unità Nazionale.

giovedì 30 ottobre 2014

FIRMA la Petizione per tutelare i consumatori e la trasparenza: “Nessuno tocchi l’indicazione dello stabilimento di produzione sull’etichetta”


FIRMA PER CHIEDERE CHE IN ITALIA L'INDICAZIONE DELLA VIA DELLO STABILIMENTO DI PRODUZIONE IN ETICHETTA VENGA MANTENUTA E CHE VENGA ESTESO L'OBBLIGO IN EUROPA AFFINCHE' ANCHE SUI PRODOTTI CHE ARRIVANO IN ITALIA DALL'ESTERO SI POSSA CAPIRE CHIARAMENTE CHI E' IL PRODUTTORE. 

Per ulteriori informazioni leggi l'articolo di approfondimento

FIRMA QUI http://t.co/MykcoSkCD0

In Italia grazie al D.lgs.109/1992 l’indicazione sull'etichetta dell'indirizzo della sede dello stabilimento di produzione è obbligatoria. Dal 2014 però a causa del regolamento europeo 1169/2011 l'indicazione rischia di scomparire non essendo considerata più obbligatoria. In Europe e sulle etichette dei prodotti venduti in Italia e provenienti dal resto dell'Europa avviene già e infatti se leggete le etichette di prodotti fabbricati all'estero troverete diciture generiche come PRODOTTO IN GERMANIA senza alcun cenno testuale allo stabilimento.
Se l'informazione che identifica il produttore a partire dalla via dello stabilimento di produzione dovesse scomparire si verificherebbe un gravissimo passo indietro nella trasparenza verso i consumatori. 

Io leggo l'etichetta lancia la raccolta firme per impedire che scompaia dalle etichette dei prodotti italiani l'indicazione dello stabilimento di produzione. E' necessario spronare il legislatore italiano affinché chieda a Bruxelles di mantenere questa informazione che tutela prima di tutto il consumatore. Abbiamo inoltre l'obiettivo ulteriore di estendere questa informazione a tutto il mercato Europeo sia sui prodotti alimentari che non alimentari perché ormai il mercato italiano è pieno di prodotti fabbricati all'estero dove troverete un generico e dispersivo FABBRICATO IN GERMANIA, FRANCIA, SPAGNA ecc...ma della via dello stabilimento in cui un prodotto è fabbricato non troverete traccia. Il marchio da solo non identifica lo stabilimento di produzione, che i consumatori invece vogliono giustamente conoscere. Per conoscere lo stabilimento di produzione è necessario mantenere in Italia l'obbligo legislativo di riportare la via che identifica lo stabilimento. Solo la via dello stabilimento può infatti identificare in maniera univoca il produttore indipendentemente dal marchio con cui è venduto un prodotto.


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Il tuo indirizzo email NON verrà pubblicato, nel rispetto della Legge sulla Privacy.

Informativa ex art. 13 D.Lgs 196/2003 e richiesta di consenso al trattamento dei dati
I dati inseriti saranno trattati, manualmente ed elettronicamente, da Io leggo l'etichetta per evadere la tua richiesta di partecipazione alla petizione in oggetto.

I dati richiesti sono indispensabili per il suddetto fine e l’eventuale rifiuto di fornire tali dati comporta l’impossibilità di partecipare alla suddetta attività.

I dati potranno essere inoltre utilizzati per inviarti la newsletter Io leggo l'etichetta.

I tuoi dati (nome, cognome, indirizzo email) saranno trattati per le finalità della petizione in corso e potranno essere comunicati a forze politiche e istituzioni, per gli scopi della petizione stessa.

Il responsabile dei dati è Io leggo l'etichetta nella persona fisica di Raffaele Brogna, presso il quale possono essere esercitati i diritti previsti dall’ art 7 del D. Lgs 196/2003 ed è disponibile l’elenco aggiornato dei responsabili dei singoli trattamenti. In ogni caso, sarà possibile in qualunque momento e del tutto gratuitamente chiedere l’aggiornamento, la correzione, l’integrazione dei dati e sarà possibile opporsi al loro utilizzo per le suddette finalità scrivendo all’indirizzo sopra indicato.


giovedì 16 ottobre 2014

16 ottobre 1978 - Elezione di Papa Giovanni Paolo II

È il 16 ottobre del 1978, il cardinale polacco Karol Wojtyla diventa il 264° papa della storia della Chiesa cattolica. Prende il nome dei suoi tre predecessori: Giovanni Paolo II.




venerdì 3 ottobre 2014

PIOLTELLO - MAGGIORANZA SCOSSA DA ASTENSIONI E SMOTTAMENTI INTERNI. È GIÀ CRISI?




A nome della lista Insieme per Pioltello che, solo quattro mesi fa, ha contribuito a far vincere le elezioni al Sindaco Cristina Carrer, esprimo la nostra grande preoccupazione, delusione e amarezza per quanto sta accadendo nella maggioranza comunale di Pioltello“.
Con queste parole, Roberto Biolchini Coordinatore di Insieme Per Pioltello, ha commentato l’ultima seduta consigliare del 29 settembre scorso, appuntamento che per la Giunta Carrer è stato particolarmente pesante e teso. (in copertina il video integrale della seduta, caricato dal Comune sul proprio sito)
La maggioranza non è davvero sembrata tale dopo che la parte di coalizione rappresentata da Progetto Pioltello, si è astenuta dal votare i principali punti inerenti il bilancio, compresa la votazione finale di approvazione dello stesso.
Ma questo non parrebbe essere il dato più allarmante della vicenda. Le conseguenze cui porta invece, fanno scattare un campanello.
I Consiglieri Saimon Gaiotto (PD) e Giuseppe Bottasini (Lista Per Pioltello), hanno esposto più di un dubbio in merito alla votazione finale sul bilancio.

La maggioranza infatti ha incassato il parere favorevole di soli 11 consiglieri su 25 presenti, e secondo i due esponenti dell’opposizione, potrebbero non essere sufficienti queste percentuali affinché il bilancio venga approvato. ”La legge dice che, in questo caso, il sindaco va a casa ed arriva, di nuovo, il commissario”, ha spiegato Giuseppe Bottasini dalle pagine ufficiali del suo schieramento.
Ma il consiglio è parso subito insolito, con i consiglieri di Progetto Pioltello arrivati quasi fuori tempo massimo per poter dare il via alla riunione. Il seguito ve lo abbiamo raccontato, ma un’altro colpo di scena c’è stato quando la consigliera Caprarelli di Forza Italia, ha annunciato di uscire dal suo partito per entrare nelle file proprio di Progetto Pioltello.
Mentre non è ancora giunta una voce ufficiale dal Sindaco Carrer, a prendere la parola è stato appunto Roberto Biolchini : ”Non vogliamo una crisi di maggioranza. Non si getti alle ortiche l’occasione storica di dimostrare che a Pioltello un’alternativa di buon governo è possibile rispetto all’Amministrazione Concas -ha reso noto il leader di Insieme per Pioltello- Dopo i sacrifici fatti in campagna elettorale, ci auguriamo che prevalga il buon senso e non gli interessi personali o dei gruppi che compongono la maggioranza”.
Biolchini non usa mezzi termini per descrivere la situazione attuale: “I cittadini vogliono vedere risolti i problemi che si trascinano da anni, che siano mantenute le promesse elettorali e si aspettano dei grandi miglioramenti -ha concluso- Ci dispiace, invece, essere costretti a commentare il teatrino andato in scena lunedì sera durante l’ultimo Consiglio comunale. I cittadini vogliono che si risolvano i loro problemi, non vogliono assistere agli ennesimi giochi di potere”.

CRISI MAGGIORANZA COMUNALE DI PIOLTELLO - BIOLCHINI (INSIEME PER PIOLTELLO): NON SI GETTI ALLE ORTICHE L’OCCASIONE DI CAMBIARE LA CITTÀ


Pioltello, 1 ottobre 2014 - “Non vogliamo una crisi di maggioranza. Non si getti alle ortiche l’occasione storica di dimostrare che a Pioltello un’alternativa di buon governo è possibile rispetto all’Amministrazione Concas. Dopo i sacrifici fatti in campagna elettorale,

giovedì 2 ottobre 2014

FESTA DEI NONNI-ANGELI CUSTODI DELL’INFANZIA




Oggi, 2 ottobre, si celebra la FESTA DEI NONNI, ricorrenza civile introdotta in Italia con la Legge 159 del 31 luglio 2005, quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società. Non a caso il 2 ottobre è il giorno in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli custodi. Una giornata, quindi, che vuol essere un’occasione d’incontro, e una possibilità in più per dire GRAZIE a chi ci ha cresciuto e dedicato il proprio tempo. Una giornata dedicata a tutti i nonni-angeli custodi dell’infanzia.

lunedì 29 settembre 2014

IO VOGLIO L'ISTITUZIONE DEL REATO DI OMICIDIO STRADALE!



IO VOGLIO che le pene siano inasprite per chi guida in stato di alterazione da alcol e droga rendendosi responsabile di un incidente mortale o di lesioni gravi e sia introdotto il reato di OMICIDIO STRADALE. 
L'obiettivo è di ridurre gli incidenti mortali (o comunque con gravi conseguenze), dovuti alla guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti.




Cambiare la legge non significa meramente inasprire le pene, ma rendere più consapevoli le persone della gravità dei propri comportamenti. Le modifiche proposte da vari comitati e associazioni servono a sollevare attenzione e responsabilità nel momento in cui ci si mette alla guida di un veicolo in stato di alterazione. In altri termini significa fare prevenzione.



Attualmente, per un borseggiatore colto in flagranza a rubare 100 € è previsto il carcere prima del processo. Chi uccide con un auto o una moto essendo ubriaco o drogato in carcere non ci va mai: né prima né dopo il processo.



Ad oggi nei casi descritti, scatta l’omicidio colposo, con pene da 2 a 10 anni di carcere, ossia molto meno severe rispetto a quelle richieste con l'introduzione del reato di OMICIDIO STRADALE, che si avvicina a quello volontario, con pene che vanno da 8 a 18 anni.


Inoltre se dovesse essere realizzata la riforma, sarà istituzionalizzato anche l’ERGASTOLO DELLA PATENTE: chi causerà sinistri gravissimi in stato alterato non potrà mai più guidare né un’auto né altri veicoli. Si parla di reato di omicidio stradale dal lontano 2004, è quindi giunto il momento per trasformare le parole in fatti.


mercoledì 24 settembre 2014

CONCAS: CHIESTA LA CONDANNA A 3 ANNI

Corriere della Sera - 23 settembre 2014
Al processo con rito abbreviato, che prevede lo sconto di 1/3 della pena, è stata chiesta la condanna dai pubblici ministeri di Monza Giulia Rizzo e Salvatore Bellomo...




CITTÀ DI PIOLTELLO: ESERCITAZIONE

Nell'ambito dei festeggiamenti per il 40° di fondazione della Croce Verde Pioltello, sarà messa alla prova la macchina del soccorso con la collaborazione di tutte le risorse del territorio. Nell'occasione sarà anche possibile visitare la sede operativa della Croce Verde...



lunedì 22 settembre 2014

sabato 20 settembre 2014

IMMIGRAZIONE: PER NON DIMENTICARE.


Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912. Quando eravamo noi a viaggiare su carrette della speranza...

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali». La relazione così prosegue: «Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione».

Ad perpetuam rei memoriam....

domenica 7 settembre 2014

ITALIA E... ITALIETTE



"È un Paese così diviso, l'Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all'interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo, perdio! Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali. Alla propria carrieruccia, alla propria gloriuccia, alla propria popolarità di periferia. Pei propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono, si accusano, si sputtanano." 

Oriana Fallaci


domenica 10 agosto 2014

ROUTE NAZIONALE SCOUT D'ITALIA



Un caro saluto alle amiche e agli amici Rover e Scolte italiani in occasione della Route nazionale degli Scout d'Italia, in conclusione presso il parco di San Rossore di Pisa. 

Grazie per la bella testimonianza di anticonformismo e il segno di speranza che offrite.

lunedì 23 giugno 2014

LA FINE DI UN'ERA - IL PUNGOLO


Tra circa un'ora si terrà l’ultimo Consiglio provinciale. Sono passati 154 anni dall’istituzione della Provincia di Milano e dal 1° gennaio 2015 subentrerà la Città metropolitana: un soggetto ancora indefinito. Sono stato eletto nel 2009 e per cinque anni ho svolto al meglio il mio compito di Consigliere di opposizione dell'Amministrazione Podestà riportando diversi risultati utili per il nostro territorio e in particolare per la Città di Pioltello e la Martesana ( https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=3384205440598121771#editor/target=post;postID=8523330009407976206;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=23;src=postname ). 
La cosiddetta Legge Delrio ha portato ad una fine ingloriosa dell'Ente Provincia. Ora occorre lavorare per recuperare i danni prodotti attraverso una  seria elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana di Milano che definisca chiaramente le deleghe da assegnare e sancisca l'elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano. 
C'è molto da fare e spero, per il bene del nostro territorio, che non prevalgano logiche milanocentriche e il pressapochismo di tanti dilettanti allo sbaraglio.