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domenica 19 luglio 2015

STRAGE DI VIA D'AMELIO: PER NON DIMENTICARE.





A neppure due mesi dall'agguato al giudice Giovanni Falcone a Capaci, alle 16 e 58 del 19 luglio 1992 a Palermo, in via Mariano D’Amelio, un nuovo attentato terroristico-mafioso proseguiva la guerra dichiarata dalla mafia allo Stato.
Paolo Borsellino, il giudice antimafia, si era recato in visita alla madre quando nel breve tratto tra le auto della scorta ed il portone una vecchia Fiat 126 imbottita di esplosivo, innescata a distanza, cancellava la vita del giudice palermitano e dei cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni.
La mafia dei Corleonesi, a suon di tritolo, lanciava nuovamente la sua sfida allo Stato e a distanza di poco tempo uccideva i due giudici simbolo dell’antimafia.
Che il loro sacrificio non sia stato vano.