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martedì 30 dicembre 2014

ARGILIO GIACOMAZZI: CAPITANO ULTIMO



Oggi gli eroi sono coloro che compiono, "semplicemente", il loro dovere...


MASSIMO GRAMELLINI

Scrivo queste righe per tacitare la parte di me stesso che considera il comandante del traghetto in fiamme Argilio Giacomazzi un eroe. Nel leggere le parole che egli ha pronunciato al culmine della tragedia («Non sto molto bene, ma sarò l’ultimo a mettere i piedi fuori di qui») ci siamo commossi un po’ tutti. E la commozione ha ceduto il passo all’ammirazione quando, facendo seguire i gesti alle parole, il comandante ha abbandonato la nave soltanto dopo avere coordinato i soccorsi. Eppure non ha fatto nulla di straordinario. Come nulla di straordinario fanno i funzionari pubblici che rifiutano una mazzetta e in genere le tantissime persone che compiono ogni giorno il proprio dovere senza lasciarsi peggiorare dall’abitudine e dalla paura. 

L’avere trasformato la normalità in comportamento eroico è il frutto di una società dello spettacolo che si nutre di cattivi esempi, e se talvolta ne sbandiera di buoni non è per slancio etico ma per la necessità di variare la trama. Depurata dall’enfasi retorica, la condotta coerente di Giacomazzi nell’emergenza è un inno al lavoro ben fatto. Chi ha una responsabilità non scappa. Non si tratta di una scelta epica, ma di una prassi umana che l’esistenza di tanti capitan Tremarella, non soltanto a bordo della Concordia, ha ammantato di una vena simbolica sproporzionata alle circostanze. Gli eroi sono coloro che fanno qualcosa che non sarebbero tenuti a fare. Mentre il comandante che comanda fa esattamente ciò per cui è stato scelto. Non è dunque un eroe, ma qualcuno di più socialmente utile perché più facilmente imitabile. Un uomo.

BUON NATALE!



O Gesù,
che ti sei fatto Bambino
per venire a cercare
e chiamare per nome
ciascuno di noi,
tu che vieni ogni giorno
e che vieni a noi in questa notte,
donaci di aprirti il nostro cuore.

Noi vogliamo consegnarti la nostra vita,
il racconto della nostra storia personale,
perché tu lo illumini,
perché tu ci scopra
il senso ultimo di ogni sofferenza,
dolore, pianto, oscurità.

Fa' che la luce della tua notte
illumini e riscaldi i nostri cuori,
donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe,
dona pace alle nostre case,
alle nostre famiglie,
alla nostra società!

Fa' che essa ti accolga
e gioisca di te e del tuo amore.

(Carlo Maria Martini - S. Messa della notte di Natale  - Duomo di Milano - 24.12.1995)

La tregua di Natale - 25 dicembre 1914


ll 25 dicembre 1914, primo Natale della Grande guerra, accadde qualcosa di assolutamente speciale a interrompere brevemente la tremenda quotidianità di quell'orrendo conflitto. Sul fronte occidentale, soldati delle trincee nemiche tedesche e britanniche smisero di spararsi addosso e stabilirono una breve tregua, venendosi reciprocamente incontro nella cosiddetta "terra di nessuno" tra le due trincee. Ciascuno poté seppellire i propri morti rimasti in quella zona. Poi disputarono perfino una partita di calcio.

Nell'occasione del centenario della Grande guerra, una famosa catena di supermercati inglese, in collaborazione con la Legione reale britannica, ha girato questo spot che commemora l'evento, donando all'Esercito i proventi delle vendite della barra di cioccolato che si vede nello spot.

giovedì 11 dicembre 2014

NICHOLAS WINTON: SALVÒ 669 BAMBINI EBREI DALLO STERMINIO NAZISTA - LE NOTIZIE CHE VOGLIO RICEVERE



Nicholas Winton organizzò un’operazione di salvataggio che mise in salvo le vite di 669 bimbi ebrei Cecoslovacchi dai campi di concentramento, trasferendoli al sicuro in Inghilterra negli anni 1938-1939.

Dopo la fine della guerra, i suoi sforzi rimasero sconosciuti fino a che nel 1988 la moglie trovò un quaderno del 1939 con la lista completa di nomi e foto dei bambini.

Questo è un estratto del video che ha ripreso Nicholas Winton inconsapevolmente seduto tra quegli stessi ebrei che aveva salvato 50 anni prima.



lunedì 8 dicembre 2014

ROMA, LE SBARRE AL CAMPIDOGLIO... E NON SOLO




La ninna nanna de la guerra - Trilussa (1914... 2014)





Le sbarre al Campidoglio

"Dice er procuratore soddisfatto:
"Vedrete che je leveremo er vizzio.
Per adesso er primo passo è fatto
e questo non è artro che l’inizio"

Oddio me sembra de diventà matto,
pure Roma mo sta ner precipizio.
Nun se tratta de quarche mentecatto
qui tutti, o quasi, hanno d’annà a giudizio.

E aumenteranno da mattina a sera,
sarà proprio così: "Ndo' cojo cojo"

Io propongo de fa’ in questa maniera:
"Se l’inchiesta va liscia come l’ojo
invece de portà tutti in galera
convie’ mette le sbarre ar Campidojio!"

                                       Gigi Proietti


lunedì 1 dicembre 2014

ROSA PARKS, PALADINA DEI DIRITTI CIVILI - RAI STORIA



A Montgomery, in Alabama, l’afroamericana Rosa Parks si rifiuta di cedere il posto sull'autobus ad un uomo bianco. Rosa e’ arrestata e condannata per aver violato le leggi di segregazione razziale della città. Il gesto della donna innesca un boicottaggio dei mezzi pubblici che dura ben 381 giorni. La protesta, guidata da Martin Luther King, porta la Corte Suprema ad abolire le discriminazioni sugli autobus. Rosa Parks e’ considerata la madre del movimento dei diritti civili americani. Nella sua biografia scriverà:[…] Molti dissero che quel giorno non mi alzai perchè ero stanca. Ma non è vero. Ero invece stanca di cedere.