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martedì 30 ottobre 2012

SMOG - BIOLCHINI E SANCINO (UDC): FATTI NON PAROLE


Milano, 30 ottobre 2012 - “Abbiamo assistito sino a ieri ad un can-can di politiche inefficaci in tema di qualità ambientale. O si elaborano proposte concrete e quindi messaggi chiari da parte delle istituzioni per una maggiore
attenzione alla qualità dell’aria, oppure cabine di regia come quella di oggi saranno sempre e solo un’inutile perdita di tempo”. È quanto dichiara il Capogruppo Provinciale dell’Udc Alessandro Sancino a margine della cabina di regia convocata oggi a Palazzo Isimbardi per via dell’allarme inquinamento e dell’aumento del Pm10 che ha oltrepassato la soglia limite di 50 microgrammi in tutta la Provincia di Milano. “Il problema dello smog – spiega Sancino – non riguarda solo il capoluogo lombardo ma deve mettere necessariamente in guardia anche i Sindaci dell’hinterland milanese sulla qualità dell’aria. Al di là dei singoli provvedimenti credo serva una legge che aiuti i comuni ad aderire al cosiddetto patto dei sindaci sull'obiettivo fissato dall'Unione Europea per il 2020: 20% in meno di emissioni di CO2 e di consumo energetico e il 20% in più nell’utilizzo di fonti rinnovabili. Fino a che non si raggiungeranno questi obiettivi o non ci si inserisce nell’ottica di un loro perseguimento, continueremo a parlare di aria fritta”.

“Apprezzo gli sforzi sin’ora attuati dalla Provincia di Milano – afferma Roberto Biolchini, Consigliere Provinciale dell’Udc – ma occorre dare seguito ai tanti buoni propositi che emergono in questi incontri: la buona volontà, nell’affrontare il problema della qualità dell’aria, non è sufficiente. I provvedimenti adottati per la lotta allo smog sono ancora troppo timidi e non immediati nella loro attuazione. L’inquinamento non ha confini e affinché i tanti bei propositi abbiano una reale efficacia, occorre intervenire su un’area vasta che vada, almeno, oltre i confini di una singola città, seppur grande, o Provincia; serve la responsabilità e la regia di un ente che si dimostri capace di affrontare la questione e coordinare i comuni nella battaglia contro lo smog. Questo ente non può che essere la Regione Lombardia, oggi grande assente al tavolo di confronto convocato a Palazzo Isimbardi. Per quanto, invece, di nostra competenza – incalza Biolchini – come consiglieri provinciali, in un’ottica di Città Metropolitana, solo lo sviluppo di progetto di mobilità sostenibile può ridurre le polveri inquinanti che ciclicamente respiriamo. Una mobilità che tenga conto dell’ammodernamento dei mezzi pubblici, dell’uso di asfalti particolari, dell’aumento delle corsie preferenziali e dei parcheggi di interscambio, del prolungamento delle linee metropolitane, dell’incentivo per la sostituzione di veicoli inquinanti e per l’utilizzo di fonti energetiche alternative per riscaldare gli edifici, a cominciare da quelli pubblici, nonché dell’installazione di filtri antiparticolato sulle auto. Soprattutto – conclude Biolchini – occorre operare secondo scelte condivise: diversamente, misure calate dall’alto avranno ben scarsa probabilità di successo”.


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