Milano, 8 ottobre 2012 – “Il momento storico che stiamo vivendo impone scelte complicate e dunque se vogliamo salvare l’Istituzione presso cui operiamo non possiamo far altro che
appoggiare questa scelta”. Ne è convinto Alessandro Sancino, Capogruppo dell’Udc a Palazzo Isimbardi, che annuncia il voto favorevole del suo Gruppo alla delibera che sancisce la quotazione delle azioni ordinarie di SEA S.p.A. avviata dal Comune di Milano.
“Sea – afferma il centrista - è un
patrimonio di tutti i milanesi ed in quest’ottica non smetteremo mai di tutelarne
l’interesse pubblico, in particolare modo lo scalo di Linate con i vettori e le
rotte più strategiche. Certo, dovremo però operare con strumenti diversi dalla
proprietà, accompagnando il più possibile un percorso di quotazione democratico
tramite la moral suasion ed un’efficace azione politica”.
Anche secondo Roberto Biolchini,
Consigliere Provinciale dell’Udc, “ben venga la quotazione di Sea in borsa. La
quotazione non è un vezzo, bensì un atto necessario per raccogliere i capitali
indispensabili all’attività della Provincia di Milano. È vero, tra 15 mesi, il
nostro ente sarà assorbito dalla Città metropolitana, ma che almeno si lasci un
bel ricordo e si chiuda rispettando gli impegni presi. Oggi, chi si oppone alla
quotazione in borsa di Sea non ha ben capito cosa vi sia in ballo – incalza
Biolchini – e qui mi rivolgo anche ai colleghi che siedono tra i banchi
dell’Amministrazione Comunale: sulla vicenda, mi sarei aspettato una maggiore
unità d’intenti, indice di una cooperazione istituzionale che, in un periodo come
questo, condizionato dal rispetto del patto di stabilità e del cosiddetto decreto
spending review, avrebbe lanciato verso l’opinione pubblica un segnale di
responsabilità e sobrietà. Inoltre, c’è anche la necessità di terminare le
grandi opere infrastrutturali di cui si dibatte da ormai dodici anni. La
Provincia di Milano ci sta mettendo la faccia e vuole portare a termine i
cantieri avviati. Oltre a sopportare i disagi temporanei, i residenti, i
pendolari e gli operatori economici delle zone coinvolte dai cantieri hanno il
diritto di vedere ultimate opere indispensabili al loro e nostro territorio”.

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