Milano, 25 ottobre 2012 – “Sono sbalordito! È di Agosto la richiesta di concordato preventivo presentata dalla Lucchini-Artoni, ma in questo arco di tempo nel sito della ditta si è continuato misteriosamente a lavorare, anche nelle ore notturne. A oggi non è ancora chiaro se il subentro di qualche altro soggetto sia legittimo e se la nuova azienda abbia o meno le autorizzazioni amministrative a continuare l’attività e per quale tipologia di impresa. Tutto ciò ha dell’incredibile!”. È quanto dichiara, sbigottito, il Consigliere Provinciale dell’Udc Roberto Biolchini, a seguito della Commissione Ambiente convocata ieri pomeriggio a Palazzo Isimbardi sull’aggiornamento della situazione dell’area produttiva Lucchini-Artoni di Segrate. Presenti in aula, oltre al Presidente Tito Cattaneo, il dott. Redaelli e il dott. Siviglia dell’Ufficio Atmosferico e Rifiuti della Provincia di Milano ed il Sig. Vanoli del Comitato locale “Cittadini e non sudditi”.
“Volendo essere ironici – afferma Biolchini – è molto curioso l’atteggiamento tenuto dal Comune di Segrate: con un primo documento, dello scorso 9 ottobre, il Comune dichiara decaduto con effetto immediato ogni atto autorizzativo e di competenza sull’azienda, ma poi con un secondo atto del 17 ottobre avvia un procedimento con il quale si concederà, a un altro soggetto, la voltura dell’autorizzazione a continuare l’attività sullo stesso sito. Da una parte, quindi, si blocca l'attività e dall'altra la stessa viene autorizzata. Una bella contraddizione! Mi chiedo cosa stia succedendo. Certo che a pagarne le conseguenze, come sempre, sono ancora una volta i cittadini di Segrate e di Rugacesio di Pioltello confinanti con l’azienda. Vorrei capire quale ruolo stia giocando il Comune di Segrate e se, come qualcuno si è spinto a proporre durante la commissione, inerzia esiste, occorrerà, in estrema ratio, intervenire con la richiesta della Provincia di Milano di avocare a sé il coordinamento delle procedure. Prima di arrivare a questo, però, il buon senso imporrebbe la convocazione rapida di un tavolo di lavoro alla presenza di Provincia di Milano, Comuni coinvolti, ASL e ARPA affinché si faccia, finalmente, chiarezza sulla vicenda. Mi auguro che questo appello venga accolto: lo imporrebbe il rispetto per i cittadini, esasperati da rumori e odori nauseabondi provenienti dal sito di via Tiepolo, la tutela della salute e dell’ambiente”.

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