Milano, 31 Maggio 2012 – “Fermare l’autoriforma del CONI che
cancella l’organizzazione di base e conseguentemente ostacola il volontariato e
lo sport praticato, ripristinando l’operatività sul territorio dei Comitati
Provinciali e delle Federazioni”. È questo l’obiettivo che i Consiglieri Provinciali
dell’Unione di Centro, Roberto
Biolchini e Alessandro Sancino, congiuntamente al Consigliere
del Pdl Vincenzo
Guastafierro, chiedono a Guido Podestà e alla sua
Giunta, attraverso una mozione presentata oggi in Consiglio e approvata
all’unanimità con 33 voti favorevoli.
“Anche la Provincia di Milano – afferma Biolchini,
promotore della mozione – deve lanciare un segnale preciso ai vertici del CONI rispetto
all’annunciato progetto di autoriforma delle sue
strutture territoriali. Purtroppo si tratta di una riforma calata dall’alto, che
sta avvenendo senza alcun confronto democratico e che comporta l’azzeramento
dei Comitati Provinciali. I Comitati hanno efficacemente
contribuito a promuovere la pratica sportiva di base e a educare molti giovani
e rappresentano degli organismi fondamentali per organizzare l’attività sportiva
perché, da un lato, sono a diretto contatto con le scuole e gli enti locali e,
dall’altro, sono punti di riferimento indispensabili per le federazioni e le
società sportive. Con la riforma del CONI – conclude Biolchini – verrebbe meno
anche il ruolo di coordinamento tra le istituzioni che rappresentiamo, le federazioni
e gli enti di promozione sportiva. Un vuoto che assolutamente occorre impedire”.
“La capillarità delle sedi, l’esperienza delle persone che
vi operano gratuitamente, assieme alla consolidata offerta di servizi,
garantiscono il valore sociale delle sport, nonché quello educativo e
formativo”, è quanto spiega il Capogruppo dell’Udc a Palazzo Isimbardi Sancino.
“Per questo lo sport – conclude il centrista – va difeso come investimento alla
coesione della società e ne va garantito il futuro con maggiore certezza.
Ricordo anche che il nuovo assetto strutturale penalizzerebbe anche le tante
persone che prestano il loro tempo gratuitamente presso gli organi periferici,
incidendo così negativamente su quell’economia civile che in un periodo di
difficoltà economica è una risorsa preziosa”.
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