Milano, 23 gennaio 2014 - “Sulla delicata vicenda della bonifica ex Sisas la Procura ha messo finalmente un primo vero punto. Da sempre ho avuto e manifestato seri dubbi sulle procedure per lo smaltimento dei rifiuti e sulla qualità della bonifica delle discariche. Già a febbraio 2011, presentai un esposto alla Polizia provinciale e un’interpellanza urgente in Consiglio, affinché fossero effettuati tutti i controlli del caso. Purtroppo, i 6 arresti e i 38 avvisi di garanzia sono la conferma che quella della Sisas è la storia di un disastro ambientale senza fine, ma soprattutto la parabola emblematica di assenza di controlli e dell’incapacità delle istituzioni. Troppa era la fretta dovuta all'incombenza della maximulta minacciata dalla Comunità europea. L’ipotesi di Procura e Dda, oggi, è che si sia scelta la strada più semplice per tutti: per risparmiare tempo e aumentare i profitti. La contropartita: la salute e l'ambiente. Si è fatto in fretta, ma si è fatto male. In tutto ciò chi poteva e doveva tutelare i cittadini in primis perché sul territorio, ovvero l'amministrazione guidata dalla giunta Concas, come spesso è accaduto in questi anni, ha preferito defilarsi, a tal punto da risultare totalmente assente.
Il sospetto dell’irregolarità delle procedure di decontaminazione dei camion in uscita dal sito e, che il nerofumo, almeno in alcuni casi, anche documentati da Greenpeace, fosse trattato come rifiuto di categoria meno pericolosa rispetto a quella reale, esisteva già. Una sostanza nociva che in quel periodo non è rimasta limitata all’area dell’ex Sisas, ma che tramite i camion che transitavano lungo la S.P. 121 Pobbiano-Cavenago era rilasciata sul fondo stradale fino ad arrivare alle case di Limito. Dopo le conclusioni della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, sono aumentati i miei dubbi. Emergono particolari inquietanti su come i rifiuti tossici sarebbero usciti dal polo chimico contaminato e inviati in altre discariche per il trattamento. Inoltre, non dimentichiamoci, che su un’area di oltre 300mila metri quadri sono state bonificate solo le discariche, vale a dire solo una parte di tutta l’area della ex Sisas. Per la bonifica dell’intera area quanto dovremo aspettare? Spiace costatare che quello che resta della vicenda Sisas, sono i tempi biblici, le molte zone d’ombra sulla qualità della bonifica delle discariche e delle procedure realizzate, i troppi eventi giudiziari, l’incertezza per la bonifica completa del sito e la sua futura destinazione. Se si è arrivati ad oggi è grazie agli esposti fatti e in particolare va riconosciuto il grande lavoro fatto da Greenpeace, ora tocca alle istituzioni dare delle risposte ai cittadini. Fino ad oggi l’amministrazione comunale di Pioltello, sotto la guida dell’ex sindaco Concas, ha letteralmente dormito. Tra indagini, truffe, magheggi e danni all’ambiente si è perso di vista il punto fondamentale: la tutela della salute dei cittadini. Sarà compito della prossima amministrazione comunale riportare l’attenzione su quello che resta un sito importante e delicato sul quale i danni e le occasioni perse sono state già troppe”.
Ha così dichiarato l'esponente della Lista civica Insieme per Pioltello Roberto Biolchini.
Il sospetto dell’irregolarità delle procedure di decontaminazione dei camion in uscita dal sito e, che il nerofumo, almeno in alcuni casi, anche documentati da Greenpeace, fosse trattato come rifiuto di categoria meno pericolosa rispetto a quella reale, esisteva già. Una sostanza nociva che in quel periodo non è rimasta limitata all’area dell’ex Sisas, ma che tramite i camion che transitavano lungo la S.P. 121 Pobbiano-Cavenago era rilasciata sul fondo stradale fino ad arrivare alle case di Limito. Dopo le conclusioni della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, sono aumentati i miei dubbi. Emergono particolari inquietanti su come i rifiuti tossici sarebbero usciti dal polo chimico contaminato e inviati in altre discariche per il trattamento. Inoltre, non dimentichiamoci, che su un’area di oltre 300mila metri quadri sono state bonificate solo le discariche, vale a dire solo una parte di tutta l’area della ex Sisas. Per la bonifica dell’intera area quanto dovremo aspettare? Spiace costatare che quello che resta della vicenda Sisas, sono i tempi biblici, le molte zone d’ombra sulla qualità della bonifica delle discariche e delle procedure realizzate, i troppi eventi giudiziari, l’incertezza per la bonifica completa del sito e la sua futura destinazione. Se si è arrivati ad oggi è grazie agli esposti fatti e in particolare va riconosciuto il grande lavoro fatto da Greenpeace, ora tocca alle istituzioni dare delle risposte ai cittadini. Fino ad oggi l’amministrazione comunale di Pioltello, sotto la guida dell’ex sindaco Concas, ha letteralmente dormito. Tra indagini, truffe, magheggi e danni all’ambiente si è perso di vista il punto fondamentale: la tutela della salute dei cittadini. Sarà compito della prossima amministrazione comunale riportare l’attenzione su quello che resta un sito importante e delicato sul quale i danni e le occasioni perse sono state già troppe”.
Ha così dichiarato l'esponente della Lista civica Insieme per Pioltello Roberto Biolchini.

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