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mercoledì 16 ottobre 2013

PROVINCE, BIOLCHINI (SCELTA CIVICA): “BASTA POPULISMO E STOP ALLA DEMAGOGIA”


Milano, 16 ottobre 2013 – “Basta populismo e demagogia. Se si vuole veramente lavorare per migliorare l’assetto organizzativo dello Stato e ridurre i costi della politica la si smetta di dire bugie e perseguire il consenso spicciolo. Un po’ di serietà per favore”. È quanto dichiara Roberto Biolchini, Consigliere Provinciale di Scelta Civica, a margine dell’assemblea delle Province del Nord che si è tenuta oggi a Palazzo Isimbardi.
“Nel disegno di legge Delrio permangono tre forti elementi di irrazionalità che mi interrogano sulle effettive capacità e competenze di chi lavora a Roma a fianco del ministro. Innanzitutto, si parla spesso e a sproposito di risparmi della spesa pubblica, ma chiunque legga la norma capisce come nemmeno un centesimo di euro di risparmio venga quantificato. Si parla sempre e solo di risparmi futuribili senza mai prendere in considerazione i vincoli del percorso costituzionale e i gravi costi che deriverebbero dall’abolizione delle province: dalla riallocazione del personale alla ridistribuzione delle competenze.
Il secondo aspetto critico riguarda proprio la riorganizzazione dell’assetto e delle competenze dello Stato: non basta eliminare il livello di governo provinciale, tra l’altro presente in ogni altro Paese europeo (tranne Malta e il Lussemburgo) per garantire maggiore fluidità delle procedure e minore burocrazia. È falso. In realtà, con la proposta Delrio si crea un dedalo incomprensibile di sovrapposizioni: quasi un rompicapo irrisolvibile tra città metropolitane, regioni, province, comuni e unioni di comuni dove non è chiaro chi farà cosa.
Terzo elemento, assolutamente inconcepibile ed irrazionale, è quello legato al sistema elettorale: i cittadini devono poter scegliere chi governa i loro territori e chi li rappresenta. Non scherziamo. Non è accettabile buttare i risultati raggiunti in anni di lotte che hanno portato all’elezione diretta di sindaci e presidenti di province e regioni e di baypassare i giochi di potere delle segreterie dei partiti.
Siamo chiari una volta per tutte: gli sprechi sono altrove e le Province non possono rappresentare il capro espiatorio dei presunti costi della politica. Piuttosto, andiamo a tagliare seriamente le indennità dei parlamentari nazionali e regionali, tagliamo gli sprechi, quelli veri, come i rimborsi elettorali, tagliamo le spese per i ministri e i sottosegretari, tagliamo i veri carrozzoni della pletora di enti inutili. Però basta fare populismo e demagogia che non giovano a nulla, soprattutto alla nostra democrazia”.
 

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