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giovedì 6 giugno 2013

SCUOLA-SETTIMANA CORTA, BIOLCHINI (SCELTA CIVICA): SU FORMAZIONE E DIDATTICA NESSUN BARATTO

 
Milano, 6 giugno 2013 – “Non si può barattare la garanzia della continuità didattica e la sua qualità per inseguire il sabato a casa soltanto per motivi economici”. Così Roberto Biolchini, Consigliere Provinciale di Scelta Civica per l’Italia, spiega il suo parere sulla proposta di settimana scolastica corta per gli istituti superiori. 
“Se da una parte comprendo le esigenze di risparmio energetico, la potenziale riduzione delle emissioni di polveri sottili e l’allettante idea del fine settimana libero, come avviene nella maggior parte dei Paesi Europei, dall’altra però occorre fare i conti con le condizioni e l’organizzazione dei diversi istituti scolastici della nostra provincia. Voler applicare al nostro Paese modelli organizzativi funzionanti in altre zone d’Europa, senza fare dei distinguo, rischia di far nascere delle aspettative che potrebbero essere deluse. Anzitutto, in molti Paesi d’Europa il piano di studio prevede spesso 20 ore settimanali contro le 30 ore di media praticate in Italia, lezioni di 45 minuti e una pausa pranzo di 90 minuti, con la garanzia del servizio mensa. Inoltre, in vari Paesi europei le vacanze estive sono più corte, ma vi sono altri periodi di chiusura delle scuole durante il resto dell’anno solare.
Pertanto paragoni impropri tra diversi sistemi scolatici e modelli organizzativi, mi fanno dire che siamo ancora distanti dall’affrontare la questione “settimana corta” con la concretezza che contraddistingue i milanesi. Comunque la libertà didattica e organizzativa dei singoli istituti permetterà ai vari Consigli d’Istituto di adottare o meno l’invito dell’Amministrazione Provinciale.
Ad ogni modo, su tutta questa vicenda mi piacerebbe prevalesse la prospettiva di una società in grado di restituire centralità alla famiglia e alle sue esigenze educative e sociali. Pertanto, se cinque giorni di scuola e un intero fine settimana libero permettono ai ragazzi di avere più tempo per coltivare le proprie passioni e alle famiglie di trascorrere più ore con i propri figli, ben venga la settimana corta, ma a patto che non ci siano ripercussioni sull’apprendimento dei ragazzi, l’insegnamento dei docenti e l’organizzazione delle segreterie degli istituti.
Certo, con l’istituzione della settimana scolastica corta rimarrebbero aperti altri problemi: la mancanza di servizi mense o bar; la necessità di spazi idonei ad ospitare gli studenti nella pausa pranzo; l’assenza dei docenti per la sorveglianza e la garanzia della rimodulazione degli orari del trasporto pubblico. Proprio per queste ragione ritengo che vada fatto un censimento delle singole situazioni scolastiche con dati precisi. Si tratta di un lavoro necessario per agire in maniera seria e condivisa su un argomento così tanto delicato”.


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