Pioltello, 15 maggio 2013 – “Un genitore con la figlia diversamente abile non può più partecipare alle attività dei centri ricreativo-culturali per anziani della città di Pioltello perché la figlia, che lo accompagnava, non ha l’età per accedere. Parafrasando la famosa canzone di Gigliola Cinquetti: non ho l’età… per entrare… non ho l’età.
Per questa assurda ragione chiediamo la modifica del loro regolamento che, ad oggi, vieta la partecipazione alle attività a persone residenti in città che non abbiano compiuto 55 anni, neppure se diversamente abili e accompagnate da almeno uno dai genitori aventi i requisiti richiesti”. È questa la richiesta del Consigliere comunale Roberto Biolchini e dell’intero Polo per Pioltello, rivolto all’Amministrazione cittadina.
“Sono preoccupato e dispiaciuto per questa situazione incresciosa che sono convinto potrebbe essere risolta, velocemente, con un po’ di buon senso. I centri ricreativo-culturali per anziani dovrebbero essere strutture accoglienti aventi lo scopo di promuovere e favorire le relazioni interpersonali, fornendo un luogo di aggregazione dove svolgere attività culturali e ricreative. Invece, nella nostra città capita che un padre sia discriminato e messo alla porta di un centro anziani: unica colpa? avere una figlia 43enne affetta dalla sindrome di Down, con la passione per la danza, che non può certo abbandonare a casa da sola. Una spiacevole sorpresa, considerato che fino a quel pomeriggio di novembre, quando le fu negato l’accesso, la donna trascorreva le domeniche presso i centri ricreativo-culturali comunali, senza che nessuno si fosse mai lamentato, vivendo un importante momento di benessere fisico e psicologico insieme a suo padre. Insomma: problemi di età adducono rigidamente dal Comune, discriminazione per l’anziano papà. Tant’è che, alla sorpresa e all’amarezza per l’accaduto, è seguita una lettera indirizzata ai membri della Commissione Consiliare Politiche sociali, al Sindaco, all’Assessore competente nonché ai Gruppi consiliari. Stranamente, però, i Gruppi di opposizione non hanno mai ricevuto copia della missiva. E l’esito? Dopo ben sei mesi che perdura questa situazione, nessuna risposta ufficiale è ancora arrivata e neppure la Commissione competente è stata attivata.
Non si chiedono pietismo, favoritismi o tolleranza di nessun genere. Men che meno sopportazione per la presenza della “giovane” donna. Invece, una volta tanto, si chiede al Consiglio comunale di essere protagonista, senza andare a ruota della Giunta, e di ampliare i diritti delle persone, modificando i criteri di accesso ai centri ricreativo-culturali per anziani. Rispetto all’epoca in cui venne redatto, considerato il nuovo contesto sociale, concretamente chiediamo di aggiornare il regolamento dei centri anziani, per ampliare il loro ruolo, facendoli diventare luoghi accoglienti anche per badanti, sempre più numerose, e per diversamente abili e giovani con problemi di socializzazione, di età inferiore a quella attualmente prevista, quando accompagnati da almeno uno dei genitori aventi i requisiti di accesso. In questi due casi, si tratta di una battaglia di civiltà per salvaguardare i nuclei familiari. Non credo che tali modifiche sconvolgerebbero gli attuali assetti organizzativi dei centri anziani, ma sicuramente eviterebbero ad alcuni utenti del servizio di sentirsi degli ospiti più o meno tollerati.
Giustamente, sempre più spesso si invocano, maggiori diritti per gli animali, però, poi capita che ci si dimentichi degli esseri umani più deboli. Come persona e volontario che accompagna malati e disabili a Lourdes, appresa la notizia dell’accaduto mi sono indignato perché con questo rifiuto è stata ferita non solo una famiglia, ma l’intera comunità di cui essa fa parte. Già sono tanti gli ostacoli che disabili e i loro familiari devono affrontare, se a questi si aggiungono anche le barriere mentali di chi dovrebbe lavorare per migliorare la qualità della loro vita nella nostra città, lo scenario si fa ancora più triste. Mi auguro di cuore che prevalga il buon senso”.
Per questa assurda ragione chiediamo la modifica del loro regolamento che, ad oggi, vieta la partecipazione alle attività a persone residenti in città che non abbiano compiuto 55 anni, neppure se diversamente abili e accompagnate da almeno uno dai genitori aventi i requisiti richiesti”. È questa la richiesta del Consigliere comunale Roberto Biolchini e dell’intero Polo per Pioltello, rivolto all’Amministrazione cittadina.
“Sono preoccupato e dispiaciuto per questa situazione incresciosa che sono convinto potrebbe essere risolta, velocemente, con un po’ di buon senso. I centri ricreativo-culturali per anziani dovrebbero essere strutture accoglienti aventi lo scopo di promuovere e favorire le relazioni interpersonali, fornendo un luogo di aggregazione dove svolgere attività culturali e ricreative. Invece, nella nostra città capita che un padre sia discriminato e messo alla porta di un centro anziani: unica colpa? avere una figlia 43enne affetta dalla sindrome di Down, con la passione per la danza, che non può certo abbandonare a casa da sola. Una spiacevole sorpresa, considerato che fino a quel pomeriggio di novembre, quando le fu negato l’accesso, la donna trascorreva le domeniche presso i centri ricreativo-culturali comunali, senza che nessuno si fosse mai lamentato, vivendo un importante momento di benessere fisico e psicologico insieme a suo padre. Insomma: problemi di età adducono rigidamente dal Comune, discriminazione per l’anziano papà. Tant’è che, alla sorpresa e all’amarezza per l’accaduto, è seguita una lettera indirizzata ai membri della Commissione Consiliare Politiche sociali, al Sindaco, all’Assessore competente nonché ai Gruppi consiliari. Stranamente, però, i Gruppi di opposizione non hanno mai ricevuto copia della missiva. E l’esito? Dopo ben sei mesi che perdura questa situazione, nessuna risposta ufficiale è ancora arrivata e neppure la Commissione competente è stata attivata.
Non si chiedono pietismo, favoritismi o tolleranza di nessun genere. Men che meno sopportazione per la presenza della “giovane” donna. Invece, una volta tanto, si chiede al Consiglio comunale di essere protagonista, senza andare a ruota della Giunta, e di ampliare i diritti delle persone, modificando i criteri di accesso ai centri ricreativo-culturali per anziani. Rispetto all’epoca in cui venne redatto, considerato il nuovo contesto sociale, concretamente chiediamo di aggiornare il regolamento dei centri anziani, per ampliare il loro ruolo, facendoli diventare luoghi accoglienti anche per badanti, sempre più numerose, e per diversamente abili e giovani con problemi di socializzazione, di età inferiore a quella attualmente prevista, quando accompagnati da almeno uno dei genitori aventi i requisiti di accesso. In questi due casi, si tratta di una battaglia di civiltà per salvaguardare i nuclei familiari. Non credo che tali modifiche sconvolgerebbero gli attuali assetti organizzativi dei centri anziani, ma sicuramente eviterebbero ad alcuni utenti del servizio di sentirsi degli ospiti più o meno tollerati.
Giustamente, sempre più spesso si invocano, maggiori diritti per gli animali, però, poi capita che ci si dimentichi degli esseri umani più deboli. Come persona e volontario che accompagna malati e disabili a Lourdes, appresa la notizia dell’accaduto mi sono indignato perché con questo rifiuto è stata ferita non solo una famiglia, ma l’intera comunità di cui essa fa parte. Già sono tanti gli ostacoli che disabili e i loro familiari devono affrontare, se a questi si aggiungono anche le barriere mentali di chi dovrebbe lavorare per migliorare la qualità della loro vita nella nostra città, lo scenario si fa ancora più triste. Mi auguro di cuore che prevalga il buon senso”.

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